Aragón
Albarracín
«Albarracín conserva casas medievales de color rojo.»Albarracín conserva case medievali di colore rosso.

Albarracín è un paese di poco più di mille abitanti nella sierra della provincia di Teruel, aggrappato a una curva del Guadalaviar. Le sue case sono rosse per il gesso della montagna con cui sono intonacate, e le mura salgono sulla cresta sopra l'abitato, dove il fiume non basta a difenderlo.
Lo sapevi
Fu un regno per conto suo.
Nel Medioevo Albarracín fu capitale di un minuscolo regno indipendente (taifa) governato da una famiglia berbera autonoma.
Come si parla a Albarracín
«Ródeno» è una parola locale importante: indica la roccia arenaria rossastra che colora il paesaggio della sierra. «Albarracinense» è il gentiliccio usato per persone e patrimonio della zona.
charrar
Parlare; chiacchierare. Usato nel parlato aragonese per conversare o parlare, anche in derivati come «charrada».
La vita di tutti i giorni a Albarracín

Le case color «rojo albarracín»
L'intonaco è fatto con il gesso rosso della zona, e per legge si continua a usare quello: il colore del paese viene dalla terra su cui sta, non da una scelta di facciata.
«Las casas son de yeso rojo.» — Le case sono di gesso rosso.

La «muralla» sulla cresta
La muraglia corre sul crinale sopra le case e si percorre a piedi: si sale ripido, si arriva in cima e si vede il paese chiuso dentro l'ansa del fiume.

Millecinquecento abitanti e tanti visitatori
Il paese è piccolissimo e in alta stagione riceve molta più gente di quanta ne abiti: chi ci vive fa la spesa a Teruel, a quaranta minuti, e in inverno le strade sono vuote.
Cosa si mangia a Albarracín

Ternasco de Aragón
Agnello giovane della sierra, arrostito con sale, strutto e vino bianco.

Migas aragonesas
Pane sbriciolato e saltato con aglio, uva e chorizo, il piatto della montagna.

Jamón de Teruel
Prosciutto stagionato a più di ottocento metri, con la stella incisa sulla cotenna.
Le feste di Albarracín

Santa María y Santo Cristo de la Vega
a metà settembre
Si montano le «talanqueras» di legno nella piazza e l'encierro corre fra le case rosse.

Los Mayos
la notte del 30 aprile
Si gira per il paese cantando sotto ai balconi delle ragazze: una ronda che va avanti fino all'alba.
Cosa vedere a Albarracín

Il paese rosa
Le case di gesso rosso sulla curva del Guadalaviar, aggrappate alla roccia.

Murallas de Albarracín
Le mura che salgono per la cresta della montagna, sopra al paese.

Catedral del Salvador
La cattedrale piccola sul punto alto del paese, con gli arazzi fiamminghi del museo.

Pinturas rupestres
Le pitture rupestri levantine nei ripari di roccia attorno al paese.
Da dove viene Albarracín
Il paese rosa sulla curva del fiume
XI sec.
I Banu Razin
La famiglia berbera che dà il nome al paese: «al-Banu Razin» diventa Albarracín.
1170–1284
Il signorato
Per un secolo è una signoria indipendente, né aragonese né castigliana.
1284
All'Aragona
Pedro III la annette: da lì diventa una città di frontiera del regno.
XX sec. → oggi
Il paese conservato
Il declino la lascia intatta: nel Novecento è dichiarata monumento nazionale.
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